Astrologia Vedica e Occidentale
L’astrologia è una disciplina che considera l’influenza dei corpi planetari sulle vite umane, tuttavia, tra l’astrologia vedica (Av) denominata anche Jyotish e quella occidentale (Ao) vi sono rilevanti differenze.
L’Av pone le sue origini nei Veda, il pensiero sacro dell’induismo. La tradizione orale potrebbe risalire III millenio a.C. mentre quella scritta tramandata è databile agli ultimi secoli a.C. (Vedanga Jyotisha V – IV sec. a.C.). Pur con successive evoluzioni e contatti con l’occidente greco, la scienza astrologica nel subcontinente indiano ha mantenuto le sue radici nel pensiero religioso e filosofico vedico. L’Av poggia su concetti come: karma (legge di causa-effetto), dharma (dovere, legge cosmica), bandhu (la connessione tra il macrocosmo e il microcosmo), saṃsāra (ciclo delle nascite e rinascite), moksa (liberazione). Inserita in tale concezione l’Av è una “scienza” che mostra i risultati del karma e indica il tempo in cui tali risultati si manifesteranno sul percorso evolutivo verso la moksa; in questo senso l’Av si basa su una dimensione “religiosa”.
L’Ao è altrettanto antica; le sue origini sono rilevabili nel pensiero precristiano in Babilonia e nella civiltà dell’antico Egitto e in quella ellenica e greca. Descritta da Tolomeo nel Tetrábiblos (II secolo d.C) e sviluppata nei secoli fino alle forme odierne l’Ao, contrariamente all’Av, non contempla il concetto di reincarnazione. Il principio su cui si basa può essere definito di ordine “psicologico”. Al momento della nascita le posizioni planetarie determinano una sorta di impronta che agisce sulla psiche, nel subconscio e nella mente cosciente della persona. L’impronta creata determina lo sviluppo della psicologia dell’individuo e quindi condiziona i modi e i comportamenti adottati nella vita. Secondo Carl Jung nell’astrologia sono condensate tutte le conoscenze psicologiche dell’antichità.
Zodiaco
L’Av si basa sullo zodiaco siderale mentre l’Ao su quello tropicale. Lo zodiaco considera la suddivisione della volta celeste sull’eclittica in dodici parti per determinare i segni zodiacali. Tale suddivisione per l’Ao inizia e termina nel punto d’Ariete, definito tale perché in corrispondenza dell’equinozio di primavera intorno al I sec. a.C. il Sole si trovava nella costellazione dell’Ariete. Oggi a causa della precessione degli equinozi, in corrispondenza dell’equinozio di primavera il Sole si trova invece nella costellazione dei Pesci. Lo zodiaco tropicale è denominato anche zodiaco fisso in quanto, utilizzando criteri basati sul ciclo delle stagioni e non sul cielo osservabile, prevede che in corrispondenza dell’equinozio di primavera di ogni anno il Sole entri nel segno dell’Ariete, a cui poi seguono gli altri segni.
Nel sistema siderale, l’astrologia calcola i dodici segni zodiacali (rasi) attraverso la posizione del Sole in relazione allo sfondo di stelle fisse effettivamente osservabili nella volta celeste. Ed inoltre, considera dei metodi (Ayanamsa) per spiegare e correggere l’apparente movimento all’indietro delle stelle fisse causato della precessione degli equinozi. Tale movimento, che determina un progressivo allontanamento all’indietro della posizione del Sole rispetto quella delle stelle, è considerato e integrato nel calcolo astrologico. Si ritiene che sistemi Ayanamsa fossero già indicati nei testi vedici secoli prima che l’astronomo greco Ipparco quantificasse tale movimento nel 127 a.C. Oggi il sistema più diffuso nell’astrologia vedica è il Lahiri Ayanamsa.
Poiché il sistema siderale è mobile e quello tropicale è fisso, i due sistemi Av e Ao non sono allineati, il primo arretra progressivamente di circa 1 grado ogni 72 anni, cosicché ad oggi si rileva una differenza di 24 gradi circa tra il segno siderale e il segno tropicale.
Segni e Nakshatra
Entrambi i tipi di astrologia utilizzano gli stessi segni zodiacali nella medesima sequenza. Tuttavia, mentre il sistema astrologico occidentale viene definito attraverso la posizione del Sole nelle diverse costellazioni, il sistema astrologico indù suddivide l’eclittica non solo nei dodici segni solari, ma in ulteriori ventisette parti riferite ad altrettante costellazioni denominate Nakshatra che a loro volta ospitano un’ulteriore suddivisione di quattro fasi ciascuna, denominate Pada. Ogni segno ospita nove pada. Le Nakshatra, le dimore lunari, sono di primaria importanza nell’Av, in quanto costituiscono l’asse portante del sistema astrologico. Sono utilizzate soprattutto per determinare i periodi planetari e per individuare le qualità naturali (Guna), che in modi diversi si manifestano in ogni persona: Sattva (purezza), Rajas (attività) e Tamas (oscurità, distruzione). I Pada: Agni (fuoco), Prithvi (terra), Ayu (aria) e Jal (acqua), mostrano i principi della realizzazione delle Nakshatra: dharma (dovere), artha (obiettivi), kama (desiderio) e moksha (liberazione). Quindi, la distinzione fondamentale è che nell’astrologia vedica i segni solari sono strettamente connessi con la suddivisione lunare delle Nakshatra, mentre l’Ao non considera un simile schema.
Periodi planetari - Dasha
Il sistema dei Dasha è un metodo predittivo utilizzato per comprendere l’influenza dei pianeti su periodi specifici della vita. È un sistema unico che non trova riscontro in nessun altro tipo di astrologia. Dasha significa “periodo di vita” e rappresenta una fase temporale più o meno ampia condizionata dall’influenza particolare di un pianeta. Il metodo Vimshottari Dasha considera un ciclo complessivo di 120 anni (durata di una lunga vita), suddiviso in nove periodi, i Maha Dasha, ognuno dei quali ripartito in ulteriori quattro livelli (Antar dasha, Pratyantar dasha, Soookshma dasha, e Prana dasha). Gli astrologi indiani affermano che il sistema dei periodi planetari è molto efficace per formulare previsioni attendibili. In Ao è utilizzato il metodo dei Transiti che considera gli avvenimenti in base agli avanzamenti e i movimenti planetari.
Pianeti e dominio dei segni
In Av il nodo lunare nord Rahu e nodo il lunare sud Ketu, posizionati nel punto in cui l’orbita dell’eclittica interseca l’orbita della Luna, sono tenuti in grande considerazione per individuare la provenienza karmica e lo scopo della vita. Quindi, nell’Av sono sempre considerati sette corpi celesti: Sole, Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere, Saturno e due nodi Rahu e Ketu. In particolare, l’Av attribuisce grande importanza alla Luna e l’ascendente rispetto al Sole. In Ao sono considerati, insieme ai pianeti visibili, anche pianeti non visibili come Nettuno, Plutone e Urano ed anche alcuni asteroidi, mentre i nodi nord e sud, quando utilizzati, non assumono particolare rilevanza.
Per quanto riguarda il dominio dei pianeti l’Ao pur considerando in modo diverso i pianeti visibili e non visibili li può collocare tutti come i signori dei segni zodiacali (ad esempio i non visibili: Plutone come signore dello Scorpione, Urano dell’Acquario e Nettuno dei Pesci).
In Av solo i sette pianeti visibili sono considerati signori dei segni zodiacali, e generalmente, seppur non in tutti i casi, i nodi lunari non assumono tale ruolo. Il Sole è considerato il pianeta Signore del Leone, la Luna del Cancro, Marte dell’Ariete e dello Scorpione, Mercurio dei Gemelli e della Vergine, Giove del Sagittario e Pesci, Venere di Toro e Bilancia.
Aspetti dei pianeti
In Av i pianeti influenzano anche case diverse da quelle in cui risiedono (ed i pianeti ivi presenti), tramite con una particolare influenza denominata aspetto o Drsti. La Graha drsti riguarda l’influenza sui pianeti, la Rashi drsti, riguarda i segni. In Ao ogni pianeta, oltre a manifestarsi nel segno ove è collocato, esprime la propria influenza negli aspetti di: congiunzione, sestile, quadrato, trigono e opposizione, con altri pianeti. Nonostante questa analogia i sistemi di interpretazione degli aspetti planetari in Av e Ao non sono simili.
Forza dei pianeti
Per entrambi i tipi di astrologia i pianeti hanno delle qualità naturali che possono però cambiare in relazione alla posizione nella carta astrologica.
In Ao il pianeta può acquisire un significato particolare in base al segno in cui si trova, all’aspetto da cui è influenzato (ad esempio opposizione o trigono) oppure al movimento, quando è retrogrado riduce la sua forza.
In Av la forza dei pianeti è considerata in base alla loro posizione nella carta ma anche in considerazione di una classificazione del tutto particolare fra i benefici o malefici. Un pianeta naturalmente benefico può comunque diventare malefico in relazione alla casa che governa e viceversa. In Av, a differenza dell’Ao, quando un pianeta è retrogrado aumenta la sua forza .
Tema natale
Entrambi i sistemi di astrologia usano la data, l’ora e il luogo di nascita per creare il tema natale, ma lo stile di creazione è diverso: circolare nell’Ao e quadrato nell’Av dove segni i zodiacali si trovano sempre nello stesso posto mentre ciò che varia è la casella occupata dall’ascendente. La casa che ospita l’ascendente è considerata la prima mentre le successive seguono l’ordine dei segni. Nell’Av oltre al tema natale possono essere utilizzate numerose altre carte divisionali, per interpretare aspetti particolari, ad esempio:
Rasi: è la carta di base
Hora: indica la ricchezza e il benessere materiale
Drekkana: riguarda fratelli, sorelle, legami familiari
Chaturthamsa: concerne le proprietà immobiliari
Panchamsa: attiene alle inclinazioni e l’evoluzione spirituale
Shashtamsa: considera aspetti della salute
Saptamsa: riguarda i figli
Ashtamsa: indica la durata della vita, la longevità
Navamsha: è la più importante e può essere utilizzata, insieme alla Rasi per indagare su tutti gli aspetti della vita.
In Ao, per valutare aspetti particolari della carta, può essere utilizzato il calcolo delle armoniche considerando la longitudine planetaria ed il grado dell’armonica desiderata. I due sistemi sono diversi anche per questo aspetto.
Rimedi astrologici
Nell’Av sono contemplati diversi metodi per pacificare o bilanciare l’influsso dei pianeti e agire per quanto possibile sulle condizioni del karma. Questi metodi prendono in considerazione diverse pratiche, tra cui: puje, mantra e yantra, meditazione, utilizzo di cristalli e altre tecniche utili per intervenire sui chakra e le energie sottili. L’Ao, non considerando la dimensione energetica/spirituale dell’individuo non contempla questo genere di rimendi come risultato di una lettura astrologica.
