Karma o Sincronicità
Questo breve testo considera quella parte dell’astrologia che si concentra sulla comprensione e l’evoluzione dell’individuo, ponendo in evidenza il concetto di “sincronicità”, che tanto ha influenzato l’astrologia umanistica-psicologica occidentale e, in parallelo, quello orientale di karma. Il senso del confronto poggia sul comune intento di entrambi i concetti di spiegare il significato dietro gli eventi della vita andando oltre la mera casualità.
Sincronicità, astrologia occidentale
Jung indagando le scienze naturali alla scoperta dell’inconscio umano ha considerato l’astrologia come sistema per la comprensione dei meccanismi della psiche. Verso la fine degli anni 50’ scriveva in una lettera: “sono tentato, quando è il caso, di includere l’astrologia fra le scienze naturali“.
Jung non pensava che i corpi celesti potessero effettivamente influenzare in modo diretto gli eventi e il comportamento delle persone ma, constatata una relazione, ne ricercava la causa in una coincidenza di eventi tra il piano universale e quello della psiche umana. Non si trattava di un collegamento diretto e causale tra gli astri e i moti interiori dell’individuo bensì della possibilità leggere una correlazione tra i due piani.
Simboli, immagini di comportamento e pensiero che rappresentano concetti profondi e condivisi nell’esperienza umana apparivano presenti in una sorta di contenuto psichico comune. Un grande cielo simbolico, identificato come “inconscio collettivo” al quale Jung ha posto in riferimento l’astrologia. Nel cielo dell’inconscio collettivo gli astri riflettono il loro aspetto simbolico che, percepito dall’individuo, può “suscitare azione e trasformazione”.
Quando eventi diversi, non legati da relazioni causali, si manifestano come sincronicità ovvero come “coincidenze significative” che concorrono ad esprimere un significato simile, allora appare evidente una connessione tra il mondo esterno e quello interno. La sincronicità collega simbolicamente i fenomeni celesti con l’esperienza umana, fungendo da ponte per comprendere meglio l’inconscio individuale e collettivo.
Astrologia in occidente
In Occidente, la Chiesa ha sempre visto l’astrologia come una pratica incompatibile con la fede, poiché metteva in discussione il libero arbitrio e la supremazia divina e per questo fu condannata fin dai primi secoli dopo Cristo. Nel corso del tempo, tale separazione è divenuta più profonda, portando l’astrologia a perdere gradualmente il suo legame con la religione tradizionale e la spiritualità cristiana.
L’astrologia ha così trovato spazio in forme di spiritualità esoterica e mistica e successivamente nell’interpretazione simbolica di natura psicologica. Questo cambiamento si è sviluppato nei tempi moderni, in concomitanza con le trasformazioni culturali che in occidente hanno promosso un’attenzione sempre maggiore all’individuo ed hanno contribuito alla perdita del senso di connessione con la dimensione spirituale.
Oggi, in occidente, quando si parla di astrologia evolutiva, si intende un metodo prevalentemente simbolico-psicologico finalizzato alla comprensione dell’esperienza esistenziale individuale. Per altri aspetti, nella cultura di massa, l’astrologia è stata marginalizzata, privata di profondità e trasformata in un semplice passatempo.
Astrologia vedica
L’astrologia vedica, originaria del subcontinente indiano, costituisce un sistema astrologico peculiare che si distingue per il profondo legame con il pensiero religioso e filosofico e per la sua diffusione capillare, tanto negli studi accademici quanto nella vita quotidiana della popolazione.
Nota come Jyotish, l’astrologia si è sviluppata, in consonanza con altre discipline vediche entro un pensiero in cui religione, fede, spiritualità, etica, principi e regole di vita interagiscono e si combinano tra loro in una dimensione ove “la religione funge da collegamento tra i diversi piani dell’essere, una trama di forze e di eventi interconnessi mai insignificanti o casuali”.
Concetti soprasensibili come: karma (legge di causa-effetto), dharma (giusta azione) e moksha (liberazione), sono i principi del sistema astrologico vedico.
Karma, il riflesso delle azioni passate sulla vita attuale è il principio che determina le condizioni delle esistenze materiali. Esistenze il cui scopo è la scoperta del Sé spirituale Atma e la congiunzione all’Essenza universale Brahman. Le condizioni dell’essere e gli eventi della vita si manifestano quindi secondo un principio causale (karma) e finalistico (dharma e moksha).
In coerenza con questa visione l’astrologia vedica è karmica ed evolutiva nel senso che orienta l’essere alla comprensione del proprio Sé spirituale con il fine di evolvere verso il Divino.
Universo e individuo
Per Jung la relazione tra la dimensione universale e quella individuale non è una realtà fisica che determina il destino individuale ma una connessione di ordine simbolico utile per riconoscere le dinamiche interiori. Il destino riguarda l’individuo ma non è deterministico, è piuttosto un percorso influenzato dalla volontà e dalla consapevolezza che portano allo sviluppo e l’integrazione della personalità. La causa del destino è il “fato” inteso come una forza cosmica superiore e imponderabile che governa l’universo con una sorta di armonia e ordine.
La relazione tra la dimensione universale (macrocosmo) e quella individuale (microcosmo) è uno dei concetti fondamentali della filosofia e religione induista e dell’astrologia vedica. Da tale concetto derivano due implicazioni. I modelli del più piccolo riflettono quelli del più grande pertanto comprendere il macrocosmo può illuminare la comprensione del microcosmo. Il più grande, con aspetti e qualità propri (forze, simboli e miti planetari) è nella sua essenza veicolo dell’ordine trascendente, non deterministico, ma causale (karma) e finalistico (dharma e moksha) per questo influenza direttamente il microcosmo. La forza cosmica che governa l’universo è il Divino. Questa concezione riconosce la scintilla trascendente in ciascun individuo e il percorso di evoluzione non solo mentale ma innanzitutto spirituale verso il Divino (moksha).
Simbologia degli astri
Pur nella visione dualistica dei molteplici aspetti della vita manifesta l’essere umano porta inconsciamente in sé l’idea di una unità assoluta, di un principio universale preesistente. L’astrologia attraverso l’interpretazione di simboli e miti appare essere il mediatore tra la sfera dell’universale e il mondo della manifestazione.
Nella simbologia degli astri l’astrologia occidentale riconosce le forze della natura e le qualità che caratterizzano l’essenza umana ( coraggio, generosità, fede oppure invidia, avidità ecc.). Gli astri e le configurazioni astrologiche sono simboli archetipici, che riflettendosi sugli individui a livello psichico, possono avviare un processo evolutivo interiore verso la piena consapevolezza di sé stessi.
L’astrologia vedica, a differenza di quella occidentale, si basa sul principio di esistenza del Divino e dell’evoluzione karmica dell’esistenza. Le forze trascendenti, quelle naturali e le qualità umane descritte con simboli e miti, sono condizionate dagli effetti del karma ed agiscono come una realtà concreta che influenza direttamente i diversi piani dell’esistenza individuale (mentale, fisico e spirituale). Il processo di evoluzione segnato dal karma ha lo scopo di guidare l’individuo su un percorso di trasformazione verso la scoperta del proprio Sé spirituale (atman) e il Divino. In sanscrito la parola pianeta, graha, è anche la radice del verbo afferrare ed enfatizza l’idea che “i pianeti con la loro energia afferrano gli individui e li legano agli effetti del karma”.
Evoluzione verso il Divino
Nel pensiero induista la traccia dell’esistenza terrena è indicata da quattro scopi della ricerca umana: il dovere (dharma), la realizzazione materiale (artha), le passioni (kama) e la liberazione spirituale (moksha). Seguire il percorso della propria evoluzione personale significa realizzare gli scopi della vita sul piano materiale e su quello spirituale. Avvicinarsi al divino significa comprendere gli scopi dell’esistenza, agire per la loro realizzazione, liberarsi dalla limitazione della visione materiale per percepire l’essenza individuale più profonda in relazione a quella divina. Il Sé spirituale (atman), che dimora nel corpo degli esseri umani, è una scintilla dell’imperituro Sé Supremo al quale deve tornare. “L’atman non nasce né muore in alcun momento, né essendo esistito cesserà di esistere di nuovo. È non nato, eterno, permanente e primordiale”. (Bhagavad Gita 2.20).
Astrologia vedica, scienza spirituale
Mentre Jung interpretava l’astrologia come sistema di relazioni simboliche utile per la comprensione e l’evoluzione della persona sul piano psichico e mentale, in oriente l’astrologia si integrava profondamente con dimensioni religiose e filosofiche. Discipline come meditazione, Yoga, Jyotish e Ayurveda avevano elaborato da secoli saperi e pratiche orientate alla conoscenza profonda dell’individuo, inserite in una visione spirituale dell’esistenza che mirava a trascendere il mondo delle forme manifeste per ricongiungersi alla sorgente originaria.
Sovrapposizioni e sviluppi
Nel corso del tempo, l’incontro tra culture ha portato l’Occidente, alla ricerca di spiritualità, ad integrare elementi del pensiero e delle discipline orientali. Così anche nell’astrologia occidentale si è fatto strada il concetto di karma. Concetto che però è stato profondamente trasformato secondo una visione che lo ha privato del suo significato fondamentale: l’evoluzione spirituale verso il Divino. Parallelamente, l’astrologia vedica si è aperta a contemplare aspetti inerenti la dimensione psicologica dell’esistenza, sviluppando una visione complessiva dell’individuo senza mai rinunciare al significato profondamente spirituale e religioso del percorso evolutivo dell’essere.
