Nrisimha avatara di Marte
Un asura di nome Hiranykashipu era diventato tanto potente da costringere i deva a divenire suoi vassalli così che, questi si rivolsero a Vishnu il quale predisse che l’asura avrebbe avuto un figlio santo e, se l’avesse maltrattato, Vishnu sarebbe intervenuto per punire Hiranykashipu. Nato Prahlada, mostrò presto le sue qualità: sincero, disciplinato e devoto, amava tutti gli esseri viventi. Il padre allora cercò di condurlo su vie mondane mostrandogli il piacere, il potere e assicurandosi che non frequentasse devoti di Vishnu. Pur iniziato a questi sentieri Prahlada manteneva la mente concentrata sullo spirito divino. Il padre allora ordinò di torturarlo e infine di ucciderlo, ma gli asura non furono in grado di distruggere il protetto da Vishnu. Hiranykashipu adirato per quanto accadeva affrontò il figlio chiedendogli dove fosse lo spirito divino che tanto amava: “ovunque anche in questo pilastro di pietra” rispose Prahlada. Il padre allora colpì e distrusse il pilastro da cui uscì il signore Vishnu in forma adirata, testa e petto di leone e la metà inferiore in forma umana, Nrisimha. In passato Brahma aveva concesso a Hiranykashipu una grande protezione; non poteva essere ucciso né da uomo né da animale, di giorno o di notte, dentro o fuori, sulla terra o nel cielo. Nella lotta che si scatenò tra i due, Vishnu Nrisimha sollevò a mezz’aria l’asura sulla soglia della sala, né dentro né fuori, mentre il cielo si faceva buio confondendo il giorno e la notte. Hiranykashipu sopraffatto, capì che vi era qualcuno più potente di lui. Nrisimha ritrae l’abilità marziale di svolgere un compito attraverso la logica e l’aggressività necessaria anche quando il compito sembra impossibile. Se Marte è ben posizionato la rabbia non è mai frustrazione, ma piuttosto rabbia giusta che si placa completata l’azione necessaria. Se invece Marte è afflitto l’individuo sarà facilmente frustrato e irrequieto.
