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Influssi planetari e rimedi

Uno dei principali testi di astrologia vedica che raccoglie l’eredità dei diversi secoli precedenti è il “Brihat Parashar Hora Shastra”, attribuito nella tradizione a Parāśara, un saggio compilatore di testi puranici. I pianeti (graha) sono descritti come aspetti della divinità in grado di afferrare l’uomo e l’affidargli i risultati delle azioni passate al fine di indurlo a divenire consapevole della propria natura innata. Attraverso l’influenza dei pianeti si manifesta il karma passato, ma l’essere umano ha la facoltà di mitigare tale influenza propiziando l’energia del pianeta. L’astrologo indiano, Swami Sri Yukteswar, maestro di Yogananda definiva lo Jyotish “la risposta dell’uomo agli stimoli planetari”.

Secondo questa concezione lo schema della vita o meglio, il rapporto tra destino e libero arbitrio, è rappresentato dalla posizione dei pianeti al momento della nascita. La configurazione planetaria riflette su ciascuno di noi il risultato di azioni, atteggiamenti e pensieri legati alle vite passate; quello che viene chiamato karma.

Questo schema, tuttavia, definisce una predisposizione di base che non contempla tutti i dettagli e, sebbene gli aspetti principali non possano essere facilmente modificati, i dettagli sono invece destinati ad essere influenzati delle azioni operate secondo il libero arbitrio. L’essere umano ha dunque la possibilità di agire per alleviare o favorire le condizioni del karma e comunque reagire con modalità diverse agli eventi della vita.

Il pensiero filosofico vedico definisce una relazione tra l’energia planetaria ed ogni elemento sulla terra. Negli esseri umani questa energia influenza i chakra, le ruote vitali che bilanciano i fattori di rotazione dell’aura. Le discipline vediche riconoscono tale concezione ed operano sui centri vitali per favorirne il benessere. L’astrologia vedica è in grado di riconoscere dalla carta di nascita l’influenza dei pianeti sull’individuo. Uno scompenso di energia, dovuta alla posizione astrologica dei pianeti provoca effetti di squilibrio sui chakra interferendo a livello fisico, emotivo, mentale oppure spirituale.

Ma qual è il senso di questa influenza planetaria? L’energia del pianeta non è semplicemente negativa o positiva e il karma, non un premio o una punizione per questa vita. Lo scopo del karma è quello di determinare condizioni ed esperienze per la nostra evoluzione personale, vedere e percorrere il dharma sulla via della liberazione. Ognuno deve necessariamente compiere la propria esperienza per poter giungere alla liberazione definitiva (mokṣa).

Se lo scopo della liberazione definitiva dal ciclo delle vite e delle rinascite appare troppo alto per la gran parte di noi, non bisogna dimenticare che sullo stesso percorso e con gli stessi mezzi possiamo agire per comprendere noi stessi riconoscendo lo scopo da realizzare nella nostra attuale esistenza.

Nell’astrologia vedica sono contemplati diversi rimedi per pacificare, bilanciare o potenziare l’azione dei pianeti e mettere in risonanza i centri energetici vibrazionali dell’individuo (microcosmo) con l’energia dei pianeti (macrocosmo). Squilibri energetici, eccessi o carenze, possono essere armonizzati con l’ausilio di pratiche antiche, tra cui: la meditazione, i mantra, l’utilizzo di pietre, di colori ed altre ancora. Lo scopo di tali pratiche è quello di equilibrare i chakra e mettere l’individuo in sintonia con l’energia planetaria. Con questi metodi, non ci opponiamo all’influsso del pianeta ma ci mettiamo in consonanza per percepire la condizione di benessere personale che si genera nello stato di sintonia ed equilibrio. Se l’energia planetaria agisce nella nostra vita per determinare le condizioni e le esperienze dell’evoluzione personale, essere in una condizione di equilibrio ci permette di intuire qual è la via che il pianeta ci indica di seguire, qual è il nostro percorso. I rimedi, quindi, hanno lo scopo di armonizzare i chakra per favorire il benessere e guidarci, in questa condizione, verso la consapevolezza e la comprensione più profonda di noi stessi.
I rimedi astrologici sono stati adottati da secoli nella tradizione indiana, ad esempio, viene data molta importanza all’uso delle pietre indossate come gioielli oppure portate con sé per dare equilibrio al tema natale. Alcune discipline e pratiche come, ad esempio, Yoga, Ayurveda, meditazione, trattamenti con pietre e colori, sono ampiamente diffuse anche in occidente, per cui e non è difficile incontrarle e praticarle. Altre invece sono più strettamente legate alla tradizione originaria e non sempre sono conciliabili con il nostro pensiero. Sebbene vi siano pratiche più o meno complesse o confacenti l’approccio, per renderle efficaci non può che essere quello dell’apertura mentale ma anche della consapevolezza di ciò che si sta facendo e del risultato che si vuole ottenere. 

Il pensiero vedico definisce un sistema logico-filosofico complesso per descrivere la cosmogonia, la relazione tra microcosmo e macrocosmo, tra il sé individuale e il sé assoluto. L’astrologia vedica, inserita in questo sistema di pensiero rappresenta un mezzo per avvicinare il singolo all’universale, l’unità alla complessità. Attraverso la carta astrologica, i rimedi e le discipline vediche, è possibile offrire elementi di conoscenza fondamentali e aiuto, a ciascuno di noi, per riconoscere la propria dimensione in questa esistenza, percorrere il proprio cammino evolutivo e raggiungere il proprio sé più profondo.